L’Arabia Saudita proibisce 47 videogiochi: ecco perché!

L’Arabia Saudita proibisce 47 videogiochi: ecco perché!

2

Il New York Times, negli ultimi due giorni, ha raccontato di come il paese arabo abbia tolto dal commercio ben 47 videogiochi; tra cui alcuni piuttosto popolari. Nella lunga lista, notiamo alcuni nomi che non passano affatto inosservati, come ad esempio GTA V, Assasin’s Creed The Witcher. Il quotidiano statunitense sembra non essere attendibile come fonte però, infatti, ha fatto girare quella che sembra a tutti gli effetti una fake news sul possibile motivo dei videogiochi vietati nel paese. Secondo il N.Y. Times, i videogiochi sarebbero stati proibiti a causa di un suicidio di due bambini (12 e 13 anni) in seguito alla famosa Blue Whale Challenge. Il collegamento tra i due, ovvero i video game e la pericolosa challenge, non sembra essere molto chiaro; anche se il padre di una delle due vittime ha definito come la Blue Whale Challenge sia un videogioco per lui. Questo, ha spinto la Commissione a mettere i 47 giochi proibiti sullo stesso piano della challenge, vietando entrambi. La smentita della fake news arriva direttamente dal profilo Twitter dell’Head of Communications di Ubisoft Malek Teffaha, facendo chiarezza e criticando il lavoro svolto da parte del New York Times.

“Questo articolo non elenca alcuna fonte, correla decisioni di divieti che sono vecchie di anni, su giochi che sono ancora più vecchi, con eventi scollegati e la “moda” della Blue Whale Challenge. Non hanno contattato alcun publisher o associazione per chiarire la situazione. In definitiva no, l’Arabia Saudita non ha vietato questi giochi dopo le morti. Hanno in realtà organizzato nuovi comitati e lanciato campagne per educare le persone sulle minacce del cyberbullismo e la comunicazione online non supervisionata dagli adulti, in particolare per quanto concerne bambini e teenager.” 

Fonte: GearNuke

Per continuare a seguirci e rimanere sempre aggiornati nel mondo del Gaming, clicca qui!

Commenti

Your email address will not be published. Required fields are marked *